Scuola di pensiero e scrittura "Oltre lo stereotipo"
Edizione 2025 - Bando e programma
Sono aperte le iscrizioni alla quinta edizione di Officina Lara Facondi – Scuola di pensiero e scrittura “Oltre lo stereotipo”, promossa dalle associazioni ÀP – Antimafia Pop Academy e daSud.
Date e luogo
L’Officina è una scuola-laboratorio con momenti di teoria e momenti di pratica rivolta a studentesse e studenti dai 18 ai 25 anni e si svolgerà dall’11 al 13 novembre 2025 a Roma, presso gli spazi di ÀP – L’Accademia in Via Contardo Ferrini, 83.
Partecipazione e iscrizione
La partecipazione all’Officina è a titolo gratuito.
Per poter partecipare è necessario iscriversi, inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica: info@apcademy.it
L’iscrizione dà diritto al pranzo fornito dall’organizzazione.
Un’Officina non residenziale
La partecipazione all’Officina prevede l’iscrizione all’associazione ÀP – Antimafia Pop Academy per l’anno 2025 e la conseguente copertura assicurativa. L’Officina non prevede il pernotto presso la struttura. Seguendo le indicazioni con la segreteria, una volta formalizzata l’iscrizione, sarà cura del/la partecipante raggiungere ogni giorno il luogo indicato per le attività all’orario prestabilito. Al termine dell’Officina verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Le attività
Lo svolgimento delle attività dell’Officina è diviso in due parti. Durante le tre giornate (11-12-13 novembre) le attività alterneranno momenti di lezione (ore 10:30-13:30) e momenti di esercitazione pratica di scrittura (ore 15:00-17:00).
Le/gli ospiti
Il programma prevede incontri con lo scrittore Piero Balzoni, la scrittrice Michela Panichi ed Elvira Mujčić, scrittrice e curatrice delle attività di tutoraggio che si terranno nelle ore pomeridiane.
Chi era Lara Facondi?
Lara Facondi è stata una giornalista con una laurea in Psicologia che conferiva al suo sguardo una profondità analitica e una capacità di ascoltare e non semplificare le realtà che incontrava. È sempre stata attratta da vite che si trovavano ai margini della società, ma questo richiamo non nasceva da un desiderio voyeuristico di nutrirsi di storie difficili, bensì di quei margini l’affascinavano gli aspetti creativi, le modalità inventive di sopravvivenza in contesti difficili, la genialità e soprattutto le possibilità inesplorate. Agli inizi del suo lavoro si è occupata della comunità Rom con il desiderio di contribuire alla destrutturazione della narrazione dominante e dell’opinione comune. In seguito, ha scritto di temi legati alle migrazioni, alle questioni sociali e all’antimafia. Ha seguito progetti di cinema e libri con ragazzi adolescenti, riflettendo su questa età così liminale e straniera. In tutti i suoi lavori ha portato l’amore per i libri e per la scrittura, soprattutto quella degli altri.
Perché un’Officina di pensiero e scrittura dal titolo “Oltre lo stereotipo”?
Nel 2018 la malattia sotto forma di un cancro è entrata nella vita di Lara costringendola a misurarsi con l’immagine della malata nella quale però non si riconosceva. Scriveva nel suo articolo “Di cancro, guerrieri e mostri da combattere”: “L’ironia è invece l’elemento che spesso manca nella narrazione del cancro. Se ne parla, quando se ne parla, spesso a voce bassa, con tono cupo. Si raffigura con uomini e donne senza capelli, il volto emaciato e gli occhi spenti, quasi sempre in un letto d’ospedale. Per carità c’è anche quello, ma sbagliato ridurre tutto a ciò che è una fase”. Come vivere la malattia sottraendosi allo stereotipo? Come vivere la vita nonostante la malattia? Perché come scrive lei, non si può ridurre un intero vissuto a una fase che certo c’è ed è quella conclusiva. Quale racconto cucirsi addosso per ritrovare sé stessi nell’esperienza che si vive? Sono domande che hanno accompagnato gli ultimi tre anni di vita di Lara, dilemmi e questioni sempre in evoluzione, impossibili da risolvere irrevocabilmente, eppure vitali nel loro porre altri obiettivi e nuove opportunità di scoperta.
Non è solo la malattia a porci di fronte alla necessità di guardare oltre lo stereotipo. Basti guardare al modo in cui i media o la politica affrontano temi come le migrazioni, il sociale, la povertà e le disuguaglianze, le questioni di genere, l’antimafia. Lara sapeva benissimo che tutto si giocava nella lingua e nel modo in cui ci si rappresenta. Non sempre però si hanno gli strumenti necessari per leggere le situazioni in maniera diversa da quella stereotipata, ecco perché di un’officina in cui dare spazio e soprattutto tempo alla riflessione su sé stessi e sugli stereotipi in cui ci imbattiamo e che introiettiamo, per provare a imparare a servirsi del linguaggio in maniera consapevole. Usare parole chiare ma non definitive. Trovare il termine preciso, ma non rimanere incastrati nella gabbia della precisione che esclude tutte le altre sfumature. Riflettere sulla violenza della lingua e sulla delicatezza dell’ascolto. Sono questi i ferri del mestiere che accompagneranno le partecipanti e i partecipanti, con l’obiettivo di provare almeno per qualche giorno a immaginarsi come si è davvero.
Raccontare la guerra per scrivere di pace
Incontro con la scrittrice Elvira Mujčić
Descrizione:
Il contesto politico internazionale attuale ci restituisce un quadro fatto di guerre, conflitti asimmetrici e tensioni internazionali che non accennano a diminuire. Il tutto avviene mentre le ferite non rimarginate delle guerre che hanno caratterizzato l’Europa e il mondo dopo la caduta del Muro di Berlino interrogano il nostro presente. La lezione della scrittrice Elvira Mujčić, partendo dalle sue opere letterarie (Dieci prugne ai fascisti, Elliott, 2017; La buona condotta, Crocetti, 2023; La stagione che non c’era, Guanda, 2025) esplorerà i meccanismi narrativi con cui la narrazione letteraria può affrontare il tema della guerra e della pace con uno sguardo rivolto al presente o in un’ottica retrospettiva tra storia e memoria, dimensione biografica e collettiva.
Obiettivi della Lezione:
- Focus sui contesti di guerra: come nascono i conflitti e quali narrazioni ne accompagnano genesi, sviluppo e successiva memoria.
- Narrazione come strumento di dialogo: esplorare come la scrittura e la finzione letteraria possano essere utilizzate per una pacifica convivenza tra etnie diverse.
- Stimolare la riflessione critica nel rapporto tra storia e memoria: indagare sul rapporto tra differenti fonti di carattere storico e il loro utilizzo in una narrazione di tipo letterario.
- Rideterminare il sé e la propria biografia attraverso la scrittura: discutere il potere della narrazione personale nel processo di affermazione e ridefinizione del proprio percorso di vita.
Biografia
Elvira Mujčić è una scrittrice e traduttrice bosniaca naturalizzata italiana. Nata nel 1980 in Jugoslavia, oggi abita a Roma. Ha pubblicato i libri Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica (2007), E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009), La lingua di Ana. Chi sei quando perdi radici e parole? (2012), Dieci prugne ai fascisti (2016), Consigli per essere un bravo immigrato (2019) e La buona condotta (2023).
Identità anfibie: la scrittura come voce di corpi in trasformazione
Incontro con la scrittrice Michela Panichi
Descrizione:
I cambiamenti fisici, emotivi e psicologici che caratterizzano l’adolescenza rappresentano un intricato insieme di sentimenti che rischiano di essere raccontati in forma stereotipata e banalizzante, tralasciandone la sottigliezza, la complessità e l’importanza legate a questa fase della vita. La lezione di Michela Panichi andrà a concentrarsi sulle modalità in cui la letteratura può narrare il peso e la centralità di stati d’animo che caratterizzano l’adolescenza andando oltre gli stereotipi e rivelando la natura di straordinari cortocircuiti emotivi a partire dal romanzo La Cecilia (Nottetempo). In quest’opera letteraria, la scrittrice mette in scena la vita di un’adolescente alle prese con una crisi dai molteplici aspetti. Dal suo corpo che cambia alla difficoltà in riconoscersi in modelli definiti e determinati.
Obiettivi della Lezione:
- Decostruire gli stereotipi di genere nella narrazione adolescenziale: imparare a riconoscere e superare i cliché nella rappresentazione dei corpi maschili e femminili durante la pubertà osservando gli adolescenti con empatia.
- Sviluppare una narrazione originale: praticare strumenti per tradurre in parole le sensazioni fisiche, il disagio, il piacere e la confusione che accompagnano la crescita, utilizzando le emozioni come veicolo narrativo.
- Esercitare la scrittura come strumento di conoscenza: mostrare come l’autonarrazione aiuti gli adolescenti a prendere consapevolezza di sé e della propria identità in divenire sottolineandone la complessità.
- Stimolare la riflessione critica: incoraggiare e favorire una capacità di indagine ed esplorazione analitica sulle narrazioni che caratterizzano le emozioni adolescenziali.
Biografia
Nata nel 2000 a Napoli, Michela Panichi è laureata in Lettere moderne e Italianistica. Vincitrice del Campiello Giovani 2020 con il suo racconto Meduse, nel 2022 pubblica Abbandono nella raccolta Quasi di nascosto, pubblicata da Accento edizioni. Il suo esordio La Cecilia (nottetempo, maggio 2025) è stato finalista alla XXXVII edizione del Premio Calvino. Attualmente scrive per la narrativa e per il cinema, dopo aver frequentato il V Master di scrittura seriale di RAI fiction.
Le assenze che abitiamo: scrivere il dolore, narrare la perdita
Incontro con lo scrittore Piero Balzoni
Descrizione:
Le perdite portano con sé disperazione, sofferenza, squilibrio e rischiano di mettere in bilico le esistenze di chi resta e deve affrontare il tema del dolore. Mettere in scena questi sentimenti è operazione delicata che richiede un approccio creativo strutturato, sensibile, carico di vitalità. La lezione di Piero Balzoni toccherà i meccanismi narrativi con cui la letteratura può narrare il valore di emozioni che segnano la vita di chi si trova ad affrontare il peso di un’assenza, di una scomparsa, di un abbandono senza incappare in stereotipi e portando in superficie la complessa struttura di sentimenti a partire dal romanzo Vita degli anfibi (Alter Ego). Un manoscritto che guarda a più generi narrativi: il giallo, il realismo magico, la favola, il romanzo di formazione.
Obiettivi della Lezione:
- Analizzare le emozioni legate ai sentimenti della perdita e dell’assenza: esplorare come gli stati emotivi del dolore e della sofferenza possano essere facilmente banalizzati e stereotipati.
- Promuovere una narrazione autentica: dimostrare come la letteratura possa offrire una rappresentazione sincera e dettagliata del dolore.
- Utilizzare la scrittura come strumento di consapevolezza: mostrare come il racconto delle emozioni possa aiutare gli adolescenti a prendere consapevolezza di sé e della propria identità.
- Incoraggiare la riflessione critica: stimolare una riflessione critica sulle narrazioni prevalenti delle emozioni adolescenziali.
Biografia
Piero Balzoni è nato e vive a Roma. Giornalista professionista, autore e script editor per la televisione, collabora con Rai, Wildside e Lux Vide (Fremantle Group). Ha esordito nel 2015 con il romanzo “Come uccidere le aragoste” (Giulio Perrone editore). “Vita degli anfibi” (Alter Ego), selezione Premio Strega 2023, è il suo secondo romanzo.
Esercizi di scrittura e sfide letterario-filosofiche
a cura della scrittrice Elvira Mujčić
Descrizione:
Giochi di presentazione e formazione di gruppo, lavoro su testi, video e canzoni, improvvisazioni e sfide letterario-filosofiche, lavoro sulla stesura della propria opera sullo stereotipo (individuale o di gruppo).