Maleducate. Corpi e narrazioni fuorilegge
Verso l'8 Marzo con ÀP - Antimafia Pop Academy per rompere gli stereotipi di genere, costruire modelli culturali nuovi e aprire una riflessione e un confronto a partire da corpi e spazio educativo, corpi e immaginario, corpi e spazio urbano
Giovedì 5 marzo, alle ore 18:30, a Cinecittà-Don Bosco, con Marta Bonafoni (Regione Lazio), Monica Calcagni (ginecologa), Anahi Mariotti (Lucha y Siesta), Daniela Cono (bgirl), Stefania Campisi (D.i.Re), Cecilia Lavatore (performer), Lorenza Parisi e Serena Olcuire (Sapienza Università di Roma), Alessandra Serraglio (danzatrice)
Roma, 18 febbraio 2026 – Ci hanno insegnato l’accezione negativa dell’essere “maleducate”. Che significa parlare troppo, esporsi troppo, occupare troppo spazio, non aderire ad un’educazione spesso imposta. E se invece fosse il contrario? Se essere maleducate fosse, invece, un atto necessario? Nasce da questa domanda Maleducate, la serata-evento promossa da ÀP – Antimafia Pop Academy per giovedì 5 marzo, alle ore 18:30, negli spazi di Via Contardo Ferrini 83, a Roma.
Pensata nell’ambito delle iniziative verso l’8 Marzo e per una mobilitazione permanente contro le proposte governative che minano la libertà, l’autodeterminazione e la sicurezza delle donne e dei loro corpi e che non incentivano percorsi orientati a una cultura del consenso, la serata è parte di un più ampio e lungo percorso associativo che tiene insieme la dimensione educativa, culturale e politica per guardare con una lente nuova al tema della parità di genere in relazione alle giovani generazioni e alla decostruzione di un immaginario collettivo dominato dal potere maschile che soffoca corpi, protagonismo ed empowerment femminile, talvolta con codici e schemi che vengono amplificati se si guarda alle mafie e alla criminalità organizzata.
Un percorso che parte da una provocazione linguistica per arrivare molto più lontano, dentro i corpi, dentro gli immaginari, dentro le storie che ci attraversano per sovvertirli e farle emergere.
Da dove nasce Maleducate. I corpi come punto di partenza per una riflessione collettiva
Maleducate ha radici profonde che rimandano al prezioso racconto che ÀP – Antimafia Pop Academy, a partire dal 2012, ha sviluppato attorno alle donne dentro e contro i sistemi mafiosi, a quelle soggettività che, sottraendosi ai ruoli assegnati, rompevano non soltanto un ordine criminale, ma anche un codice simbolico e culturale. Donne che diventavano “sdisonorate”, e che oggi definiamo “maleducate”, non solo perché sfidavano il potere mafioso, ma perché mettevano in discussione l’immaginario che quel potere produceva sui loro corpi, possibilità, destini.
Una dimensione di ricerca, denuncia e racconto che negli ultimi dieci anni si è intrecciata con una pratica quotidiana che vede l’associazione impegnata a scuola e in periferia con un un punto di vista antimafia per contrastare le povertà educative e culturali, estendere la sfera dei diritti e arginare le disuguaglianze anche nell’ambito della questione di genere. Perché il corpo che parla contro la mafia è un corpo che disobbedisce al patriarcato, ricordandoci che la giustizia sociale e la giustizia di genere non sono battaglie separate, ma sono la stessa battaglia.
Ogni anno, infatti, ÀP – Antimafia Pop Academy incontra oltre 1800 adolescenti. E nelle aule, nei laboratori, negli spazi educativi non formali, luogo di quegli incontri, emergono domande che non possono più restare ai margini: identità, genere, desiderio, trasformazione, libertà.
Le questioni di genere non rappresentano così un tema marginale. Sono una lente che ci permette di leggere in maniera più completa le dinamiche del mondo. E Maleducate nasce anche da qui: dal bisogno di decostruire stereotipi, dal bisogno di costruire modelli culturali nuovi, dal bisogno di aprire spazi di confronto.
Così, per questo primo evento, ÀP – Antimafia Pop Academy sceglie di partire da qui. Dal corpo e dai corpi, che cambiano, che vengono giudicati, che resistono, che scompaginano le narrazioni dominanti. Perché il corpo è spazio politico. È spazio educativo. È spazio culturale. È spazio urbano. E spesso è ancora un tabù.
Un momento condiviso e partecipato per mettere in discussione le narrazioni dominanti
Giovedì 5 marzo, alle ore 18:30, a Roma (Via Contardo Ferrini 83), ÀP – Antimafia Pop Academy apre le porte alla città per una serata fatta di parole, incursioni artistiche, immagini e confronto.
Una riflessione collettiva e performativa che vuole intrecciare arte, attivismo, educazione e ricerca.
Sul palco e nello spazio di Maleducate si alterneranno voci e pratiche diverse: la poetessa e performer Cecilia Lavatore, con una incursione artistica di apertura; la consigliera della Regione Lazio Marta Bonafoni, con un intervento dedicato alle trasformazioni sociali e politiche dei corpi; la ginecologa Monica Calcagni, sul rapporto tra corpo, salute e narrazione medica; Stefania Campisi, area progettazione di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, con uno sguardo sullo spazio educativo come luogo di prevenzione, relazione e costruzione di libertà per i corpi e le soggettività; la docente di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi” del Corso di laurea magistrale in “Gender Studies, culture e politiche per i media e la comunicazione” della Sapienza Università di Roma Lorenza Parisi, con uno sguardo sull’immaginario culturale; la bgirl e coreografa Daniela Cono e la danzatrice e danzaterapeuta clinica Alessandra Serraglio, tra parola e performance; Anahi Mariotti, attivista della Casa delle donne Lucha Y Siesta, che porterà l’esperienza di spazio antiviolenza politico e femminista; la ricercatrice in Urbanistica della Sapienza Università di Roma Serena Olcuire, con uno sguardo sul corpo nello spazio urbano.
La serata e la riflessione verteranno su tre grandi traiettorie — corpi e spazio educativo, corpi e immaginario, corpi e spazio urbano — segnando ufficialmente l’inizio di un percorso pubblico rivolto alla comunità tutta, capace di far emergere narrazioni che non semplificano, storie vere, anche quando sono scomode, per cambiare le regole.
Maleducate è un invito a stare nella complessità.
A fare domande, mettere in discussione ciò che sembra naturale e a immaginare insieme nuovi modelli culturali.



