Cinema per la scuola, S.T.P. - Shoot The Peace: primi passi per raccontare e costruire una cultura della pace attraverso l'audiovisivo
Conclusi i laboratori di educazione non formale e gli incontri con ospiti, autori ed esperti in accompagnamento delle classi dell'IC Artemisia Gentileschi coinvolte nel progetto per la realizzazione di tre cortometraggi sulla pace
Roma, 22 aprile 2026 – Entra sempre più nel vivo S.T.P. – Shoot The Peace, il progetto promosso per l’a.s. 2025/2026 dall’IC Artemisia Gentileschi in collaborazione con ÀP – Antimafia Pop Academy e realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MIM.
Un percorso che nasce da una riflessione sul presente e sul ruolo che il linguaggio audiovisivo può svolgere nelle società democratiche, offrendo agli studenti e alle studentesse strumenti concreti per leggere il mondo, sviluppare pensiero critico e immaginare nuove possibilità di pace attraverso il potere delle immagini e delle storie.
In queste settimane si sono tenuti i laboratori di educazione non formale dedicati ai temi della pace e gli incontri con ospiti, autori ed esperti che accompagneranno le classi nella realizzazione dei tre cortometraggi previsti dal progetto. Un percorso fatto di confronti, domande, ascolto e immaginazione, in cui alunne e alunni hanno iniziato a trasformare riflessioni, pensieri e parole in idee, soggetti e visioni.
La classe 2A, che lavorerà al corto “Caro nemico, ti scrivo”, ha incontrato Alberto Urbinati di Liberi Nantes. Insieme a lui hanno ragionato sul concetto dell’Altro, sul confine sottile tra straniero e nemico e sulla possibilità di costruire relazioni oltre la paura e i pregiudizi. Il titolo scelto dalla classe nasce proprio da questo bisogno: provare a rivolgersi a chi percepiamo distante, ostile o irraggiungibile, trasformando il conflitto in dialogo.
La classe 3D, impegnata nello sviluppo del corto “Prova di evacuazione”, ha dialogato con il giornalista Gabriele Santoro, autore di Nessun’altra casa (Del Vecchio Editore), un mosaico di storie, memorie e testimonianze che attraversano la ferita ancora aperta di Srebrenica. Un incontro intenso, che ha portato alunne e alunni a interrogarsi sul peso della memoria, sul silenzio e sulla responsabilità del racconto. Il titolo del corto – “Prova di evacuazione” – richiama quella sensazione sospesa e fragile che le guerre lasciano nelle vite delle persone, anche quando sembrano lontane.
La classe 3B, che realizzerà il corto “Le nostre armi”, ha invece incontrato Ezio Abbate, scrittore e sceneggiatore, autore del romanzo Ti vengo a cercare (Mondadori). Attraverso il racconto di una madre che attraversa la Siria per salvare il figlio, il confronto si è spostato sulle guerre contemporanee, sulle fragilità interiori e sulla ricerca di una possibilità di salvezza dentro e fuori i conflitti. Da qui nasce il titolo scelto dalla classe: una domanda aperta su quali siano oggi le “armi” capaci di contrastare odio, violenza e disumanizzazione.
A margine di ogni incontro, alunne e alunni hanno preparato e rivolto ai propri ospiti una serie di domande: il risultato sono tre interviste video che entrano a far parte del racconto collettivo del progetto.
Ora S.T.P. – Shoot The Peace entra nella sua fase più operativa: quella dei laboratori di produzione audiovisiva, in cui le idee elaborate in questi mesi prenderanno forma attraverso i laboratori di scrittura e produzione, trasformandosi in tre cortometraggi e in una campagna di sensibilizzazione sui temi della pace e dei diritti umani.
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S.T.P.-Shoot The Peace / Le foto dal ciclo di incontri con Alberto Urbinati, Gabriele Santoro, Ezio Abbate



